domenica 17 novembre 2013


LIBERA

LIBERA
Elisabetta de Dominis detesta confondere la sua vita con un curriculum. Ha ballato e sognava di nuotare, ha nuotato e sognava di cavalcare, ha cavalcato, studiato, si è laureata mentre faceva la stilista e sognava di fare la giornalista, ha collaborato con una ventina di testate nazionali, diretto una rivista, ha fatto l’esperta di quasi tutto dal food al fashion al sex, ha viaggiato e sempre voleva essere da un’altra parte, libera di inseguire l’ultimo sogno.


All'ultima spiaggia con i rimbecilliti dal viagra 

di E. De Dominis



Siamo all’ultima spiaggia? Macché, non possiamo più permetterci neanche di andarci fuori stagione. Il governo è arrivato al punto di pensare di vendere le spiagge italiane. Come quel padre che, piuttosto di mandare a lavorare il figlio, vende i gioielli di famiglia. Il governo continua a navigare a vista e, per il terrore degli scogli Pd e Pdl, gira su se stesso in balia delle onde che crea da sé. Ci porta tutti alla deriva. E non avremo neppure più una spiaggia dove approdare. Ma, vivaddio, da qualche parte deve cominciare a tagliare, invece che vendere. Gli stipendi e le pensioni milionarie dei burocrati, per esempio, anziché dei poveri cristi italiani. Abbassare le tasse a chi produce in Italia e ritirare la licenza a chi non batte gli scontrini.
Letta si riempie la bocca del lavoro dei giovani, invece di pensare che il problema sono i cinquantenni, che hanno perso il lavoro, e hanno figli a carico. Non fa che aumentare l’odio generazionale per paura di quello di classe, dato che appartiene alla classe dei privilegiati. Davvero i politici non si rendono conto della gravità della situazione, perché mangiano brioche ogni giorno come Maria Antonietta alla vigilia della rivoluzione francese.
Ma è condurre un paese anteporre sempre i propri sporchi interessi? Da mesi leggiamo ogni giorno delle invidie fratricide all’interno del Pd, dove il problema non è aiutare Letta a governare ma far fuori Renzi. I ministri berlusconiani si tengono aggrappati con le unghie e con i denti al governo perché un’altra volta nella vita non gli capiterà di ritrovarsi là. Ma la Santanché, coordinatrice del partito, sta affilando gli artigli da pitonessa e lunedì - ha promesso – li azzera tutti.
Il cavaliere, martirizzato da una santa di nome e satanica di fatto e assediato da un manipolo di avidi vermi, invoca la grazia che, se Napolitano fosse accorto, gli concederebbe abbinata all’esilio. Perché almeno in futuro ci risparmieremmo le agghiaccianti dichiarazioni berlusconiane; nelle ultime ha superato se stesso: “I miei figli si sentono come gli ebrei sotto Hitler”. Forse sarebbe un’idea: basterebbe mandarli dalla Merkel che gli taglierebbe subito il guardaroba e le vacanze ai Caraibi. Sarebbe come una circoncisione dell’imponderabile che hanno in testa… Come ha detto il comico Crozza, se all’ingresso di Auschwitz c’è scritto: “Il lavoro rende liberi”, a quello di Arcore bisognerebbe scrivere: “Il viagra rende scemi”.
Alle volte mi chiedo come gente così sciocca, ignorante e poco seria abbia potuto arrivare a posti di comando. Forse proprio perché non ha un briciolo di serietà. Li vedi ripresi dalla tv che entrano in Parlamento ridendo come se andassero alla gita scolastica. Mentre la gente chiude le aziende, perde il lavoro e non ha da mangiare. Letta si arrovella che leggi fare per i giovani, va in viaggio all’estero a parlarne e poi torna a Roma con la coscienza a posto. Lui il suo lavoro di parlare l’ha fatto seriamente. Ieri ha dichiarato che i dati macroeconomici “dicono che nel 2014 la ripresa è a portata di mano, ma ancora non si vedono nel concreto perché c’è ancora l’onda lunga della crisi. Ma possiamo invertire la tendenza e far riprendere la fiducia e la domanda interna”. Sembrerebbe che come consulente avesse preso il capitan Schettino.
Duro il lavoro dei comici quando i politici fanno ridere più di loro. Ecco perché Grillo ha deciso di buttarsi in politica. E appunto per questo è stato allegramente superato dai suoi deputati in Parlamento. Emanuela Corda, deputata 5 Stelle, ha fatto l’elogio del kamikaze di Nassirya, dicendo compunta che a lui, che si suicidò per portare a compimento quella strage di dieci anni fa, nessuno pensa… Vergognoso. La Corda è sarda e di professione è grafica pubblicitaria, vignettista, fumettista: dalla deformazione alla degenerazione professionale…
Ovvio che questa gentaglia, figlia del porcellum, non farà mai una riforma elettorale. Ovvio che non farà mai una legge che seduta stante “licenzi” per indegnità quanti non hanno né il pudore della vergogna né la coscienza dell’intelligenza per capire che devono sparire dalla scena politica. Perché di sceneggiate siamo stufi e potrebbe finire in tragedia pure per loro.
P.S. Il problema è che chi non sa fare passi avanti – e l’Italia è in mano a paralitici politici – è terrorizzato di farli indietro.
Sapete perché? Perché hanno paura del vuoto. Non solo del precipizio in cui finirebbero, dimenticati da Dio e dagli uomini, ma perché finalmente dovrebbero riconoscere il proprio di vuoto.  E che hanno recitato solo una parte il cui spettacolo è finito per sempre.
Citiamo gli ultimi due casi.
Annamaria Cancellieri non ci pensa alle dimissioni nonostante dagli ultimi tabulati telefonici risulti un rapporto costante con la famiglia Ligresti, anche attraverso suo marito, prima della scarcerazione di Giulia Ligresti. Un ministro della Giustizia che s’impietosisce non può essere imparziale. Un presidente regionale che ride sulle disgrazie altrui non può amministrare una Regione in modo equilibrato.  Nichi Vendola si è giustificato spiegando che non ha riso per i tumori provocati a Taranto dall’inquinamento dell’azienda siderurgica Ilva, ma per la destrezza dell’addetto stampa nel togliere il microfono al giornalista che chiedeva conto a Riva, titolare dell’industria, di quei tumori. Ma è la stessa cosa, perché il fine condiviso da tutti era sviare il problema per continuare a produrre inquinamento ed arricchirsi: Riva di soldi e Vendola di voti. Che poi per Vendola significano consenso, quindi incarichi, quindi guadagno.
Ha confermato il suo compiacimento, e pertanto il suo intendimento, telefonando all’addetto stampa. Non vedo come si potrà tutelare legalmente.
Tutta quella veemente morale da predicatore evangelico con cui infarciva ogni discorso allora era solo retorica opportunistica?
“Il riso abbonda nella bocca degli stolti” recita un proverbio latino.
Soprattutto quando pensano di essere così furbi da poter fregare il prossimo…

Questo articolo viene pubblicato anche su Oggi7-America Oggi

sabato 16 novembre 2013

Senza Sfumature: sulle ali della passione più rossa, con DelosDigital

Colore rosso. Racconti hot che mescolano amore, sesso, passione e perversione in un turbine di avventure che trasporteranno le lettrici attraverso sensazioni forti. Roba da steamy windows...e senza veli a mascherare alcunché. Da non perdere!


venerdì 25 ottobre 2013


IL BACIO...




Bacio che sopporti il peso | della mia anima breve | in te il mondo del mio discorso | diventa suono e paura. (Alda Merini)

Donami mille baci, poi altri cento, poi altri mille, poi ancora altri cento, poi di seguito mille, poi di nuovo altri cento. Quando poi ne avremo dati migliaia, confonderemo le somme, per non sapere, e perché nessun malvagio ci invidi, sapendo che esiste un dono cosí grande di baci. (Catullo)


O speziale veritiero! Il tuo veleno è rapido. E così con un bacio io muoio. (Romeo e Giulietta)


Un bacio legale non potrà mai valere un bacio rubato. (Guy de Maupassant)



TUTTI A PIEDI
di Elisabetta de Dominis


Il governo ha dato l’esempio per risparmiare alla parata del 2 giugno, festa della Repubblica italiana: tutti a piedi, i cavalli nelle stalle, gli aerei delle frecce tricolori negli hangar. Ma il governo va a piedi solo il 2 giugno, gli altri 364 giorni dell’anno in auto blu, scortato dalle guardie del corpo, a spese nostre. Non si vergognano questi politici? Quanta demagogia ed ipocrisia.
Se va avanti così, il governo dovrà istituire corsi di equitazione per i governanti, perché fra poco non ci saranno più i soldi per la benzina. Si chiedevano cosa fare dei cavalli da corsa, visto che nell’ippica non scommette più nessuno e hanno chiuso gli ippodromi. Spero per loro che non abbiano già mandato i cavalli al macello: almeno l’imperatore romano Nerone aveva capito che era meglio fare senatore un cavallo. Con la riforma della Costituzione vorrebbero abolire il Senato: per evitare di avere dei senatori asini? Considerato che i due pretendenti a sindaco di Roma, Marino e Alemanno, sono caduti sul numero dei re della capitale eterna. Per Marino furono solo 5 e l’ultimo si chiamava “Tarquinio il Superbio” (ha inventato un nuovo aggettivo), Alemanno non ha risposto proprio.
A proposito poi di asini, i grillini si sono rivelati virtuali quanto la rete dalla quale provengono. Grillo, facendoli eleggere, li ha materializzati. Purtroppo nel web tutti appaiono come vogliono che gli altri li percepiscano. Solo che, quando li vedono e li sentono parlare, toccano con mano la loro inconsistenza. Elena Bianchi, capogruppo 5 Stelle nel consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, senza spostarsi dalla regione ha conseguito una laurea in Psicologia in Russia conoscendo solo 3 parole di russo. Si sarà laureata in comunicazione non verbale?Il divino Grillo aveva pensato che attraverso il web avrebbe fatto dei grillini a sua immagine e somiglianza. Si è ritrovato con dei poveri cristi, abituati a tirare il carretto della propria esistenza come gli asini, stazionando davanti al computer come davanti a una mangiatoia. E fa un po’ rabbia essersi fatti abbindolare un’altra volta ed aver votato degli asini.
Certo ci sono molti asini a capo di imperi economici che neanche il cavallo di Nerone si sarebbe sognato di raggiungere. Li sentiamo parlare in televisione e ci chiediamo come abbiano ricevuto credito all’inizio della loro carriera. Che tuttavia riguarda un’attività privata, benché alle volte si sia avvalsa dell’intervento di qualche politico. Ecco, qui sta il punto: la prima e la seconda repubblica sono fiorite e finite proprio a causa della connivenza del potere politico con quello economico. Abbiamo foraggiato piccoli uomini trasformandoli in grandi industriali a capo di imperi privati. Tutto perché i governanti volevano dimostrare che lo Stato aveva delle grandi industrie e che dava lavoro al popolo, contestualmente si assicuravano potere e ricchezze individuali.  Questo hanno fatto gli Andreotti, i Craxi, i Berlusconi, quest’ultimo nella sua doppia veste…
Ora la Fiat in Italia è capace di clonare solo una 500, perché non è in grado di ideare auto nuove. I suoi proprietari sono come i reali inglesi: fanno cronaca. Ma, a me, che me ne frega cosa fanno Jaki o Lapo Elkann nel privato? preferirei sapere cosa fanno per dar lavoro agli operati italiani, perché a darlo ai serbi a 250 euro il mese sono brava anch’io. Certo la Zastava è sempre stata la fabbrica d’armi della Fiat in Serbia e hanno un occhio di riguardo a non chiuderla. Io sequestrerei tutto a quanti hanno beneficiato di contributi italiani per avviare le loro industrie e ora delocalizzano all’estero. Poi li manderei a cavallo fino a Belgrado. Noi con le pezze sul sedere, loro almeno con le piaghe.
O il governo mette in atto misure economiche concrete o finirà davvero a mal parata. Con o senza cavalli, che importa?






Trama:
Venezia, 1796.





Lorenza, la giovane figlia del barone Marianin,sa che la attende un matrimonio senza amore e vuole concedersi un’ultima giornata di libertà tra le calli invase dalla folla colorata e festante del Carnevale. Bellissima e spavalda, non sa che la frenesia e la confusione nascondonograndi pericoli per una ragazza sola e sta per essere vittima della violenza di due uomini mascherati. Ma in suo soccorso arriva la più fosca e sinistra delle maschere: la baùta. Chiunque si nasconda dietro quel volto di cartapesta, ha negli occhi e nella voce il fascino della notte che è insieme rifugio dei briganti e covo delle stelle.
Aristocratico o spia, la baùta non vuole rivelare il suo nome, trincerandosi dietro la sua fermezza elegante e decisa. Lorenza sa che non riuscirà a dimenticarlo, senza immaginare che poco tempo la separa dall’incontrarlo di nuovo…
L’uomo misterioso è un’ombra tra le ombre che si muovono nella fitta rete di inganni della politica veneziana,
in cui Lorenza sarà presto coinvolta in un crescendo di rivelazioni fatali e infuocata passione.

giovedì 17 ottobre 2013


DONNE CHE FANNO TESTO


Hai la passione della scrittura? Sai raccontare una storia? Allora sei la persona giusta per "Donne che fanno testo", il concorso di scrittura creativa dedicato alle scrittrici, debuttanti e non, organizzato dal Messaggero

Trovi tutte le informazioni su come partecipare, quanto scrivere e su quale tema al seguente link:http://bit.ly/GQpE4k






HALLOWEEN: IDEE PER UNA FESTA DA...INCUBO!